PiantePiante per InterniPhalaenopsis

Descrizione

Phalaenopsis

è un’orchidea originaria delle regioni dell’India, dell’Indonesia, dell’Australia e delle Filippine caratterizzata dalla presenza di 2/ 6 foglie verdi e grandi, in grado di raggiungere una lunghezza massima di circa 50 centimetri. Le radici sono molto ramificate, grosse e diventano argentate quando la pianta necessita di annaffiature.
Le infiorescenze sono formate da sepali più piccoli rispetto ai petali e, la loro parte centrale è costituita da un labello con lobi curvi che tendono verso la parte interna di ogni fiore.
Uno tra i tanti consigli per avere cura della Phalaenopsis è quello di tenere sotto controllo le temperature e la luce. Quest’orchidea deve essere sistemata in un ambiente in cui la temperatura si aggira attorno ai 16 °C e i 32 °C circa. Ha bisogno di molta luce ma, essa non deve colpire direttamente la pianta.

La Phalaenopsis. deve essere posizionata in un davanzale sito a nord-est o a sud-ovest. Se le foglie tendono a diventare gialle, significa che la pianta è esposta a troppa luce mentre, se le gemme tendono a cadere, significa che l’orchidea ha bisogno di più luce.
Per l’annaffiatura della Phalaenopsis è buona regola utilizzare dell’acqua a bassa acidità, è conveniente utilizzare l’acqua piovana o quella demineralizzata che usiamo per il ferro stiro.
Annaffiare all’inizio della giornata, posizionando l’acqua all’interno di un contenitore e immergere il vaso dell’orchidea per un 10 minuti, poi toglierla e annaffiarla almeno sette giorni dopo.
È una pianta che adora l’umidità, infatti, può essere messa in serra, in luoghi umidi come il bagno o la cucina.

Temperatura

Le phalaenopsis sono sensibili alle basse temperature, ma di solito non hanno problemi a sopravvivere se, durante il periodo invernale, sono tenute negli ambienti abitati ( o anche in quelli poco riscaldati). Ricordiamoci che i primi danni si possono verificare quando si scende sotto i 10°C, in particolar modo se sono presenti correnti o si sono verificati forti sbalzi termici.
Da marzo a novembre si ha una crescita ottimale mantenendo, durante le ore diurne, temperature da 25 a 28°C. In questo periodo gradiscono particolarmente le escursioni termiche tra giorno e notte: la sera cerchiamo di garantire un ambiente più fresco, intorno ai 18-20°C.
In estate il caldo eccessivo (al di sopra dei 30°C) può essere dannoso: può infatti causare crescita stentata, disidratazione e la comparsa di parassiti (come il ragnetto rosso). Se non possiamo porre rimedio un importante aiuto deriverà dall’aumento dell’umidità intorno alla pianta: vaporizziamone spesso le foglie e bagniamo il terreno circostante.

Fioritura

Le phalaenopsis coltivate in maniera ottimale riescono a fiorire due volte all’anno, anche se l’emissione naturale di nuovi steli avviene durante il periodo invernale. Per favorirla, oltre alla corretta concimazione, è importante simulare un periodo di riposo, con conseguente abbassamento di temperature. Basilare è inoltre mantenere una forte differenza tra il giorno e la notte. Ottimi risultati si ottengono tenendo il vaso in un ambiente in cui vi siano circa 16°C diurni e circa 12°C nella notte. Questo trattamento può durare da una settimana a 20 giorni. In seguito riporteremo l’esemplare nelle stanze abitate (a circa 20°C) e dovrebbe partire l’emissione dei nuovi steli.

Dopo la fioritura

Se la cura della Phalaenopsis procede nel migliore dei modi, può accadere che la pianta fiorisca più volte in un anno. A questo proposito, la seconda fioritura è agevolata dal taglio dello stello presente sopra il secondo occhio.
La conta deve sempre partire dal basso e bisogna ricordare che le forbici usate per recidere, devono essere ben sterilizzate, in modo tale da non infettare la pianta. Talvolta è possibile osservare lo sviluppo di nuove radici esterne al vaso. Questo è sintomo che l’esemplare si trova bene in quell’ambiente e non bisogna mai cercare di disporre le radici all’interno del vaso perché, esse possono andare incontro a danneggiamenti e rotture.

Potatura e pulizia

Anche tra gli esperti non vi è accordo sull’opportunità di tagliare o preservare gli steli sfioriti. Si tratta in definitiva di una scelta personale: la pianta il più delle volte vi produce nuovi boccioli, ma saranno più piccoli e radi dei precedenti. Partendo invece “da capo” si avranno corolle più abbondanti e vistose.
Nel caso delle foglie abbiano subito dei danni  possiamo eliminarle tagliandole alla base con delle forbici pulite e disinfettate versando della cannella in polvere, potente agente cicatrizzante.

(fonte giardinaggioit)

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